Eurostat certifica il boom del biologico

Eurostat certifica il boom del biologico

L’ufficio statistico della Ue rileva il balzo dell’agricoltura biologica tra il 2012 e il 2017

L’ufficio statistico della Ue rileva il balzo dell’agricoltura biologica tra il 2012 e il 2017: adesso copre il 7% della superficie agricola totale utilizzata nell’Ue-28. Nel 2016 circa il 2% delle aziende agricole era completamente organico, con un aumento del 30% dal 2013. Eurostat certifica il grande successo dell’agricoltura biologica. Nel 2017 ha coperto 12,6 milioni di ettari di terreni agricoli nell’Unione Europea a 28, pari al 7% della superficie agricola totale utilizzata nell’Ue-28. Nel 2012 la percentuale era del 5,6%. I paesi con aree bio più ampie sono Austria, Svezia ed Estonia, dove la superficie bio è superiore al 19% del totale dei terreni agricoli. In Italia, Repubblica Ceca, Lettonia e Finlandia è superiore al 10%. La Lettonia detiene la quota più consistente di “pecore e capre” biologiche (il 34,1%) e della popolazione di bovini bio (23,6%). Nel 2016 circa il 2% delle aziende agricole dell’Ue-28 era completamente organico (ovvero solo terreni bio), con un aumento del 30% dal 2013. A decretare il successo è, appunto, Eurostat, l’ufficio statistico della Ue.

A quanto ammonta l’aumento certificato da Eurostat?

L’aumento dell’area biologica tra il 2012 e il 2017 è stato del 25%. L’area organica totale è la somma della “area in conversione” e della “area certificata”. Prima che un’area possa essere certificata come “biologica”, deve essere sottoposta a un processo di conversione, che può richiedere 2-3 anni a seconda del raccolto. Tra il 2012 e il 2017, Bulgaria e Croazia hanno registrato una crescita nell’area totale organica di oltre il 100%. Tuttavia, quattro Stati membri hanno segnalato riduzioni nell’area biologica: Romania (-10,3%), Grecia (-11,3%), Regno Unito (-15,6%) e Polonia (-24,5%). Spagna, Italia e Francia hanno le tre aree biologiche totali più elevate in termini di ettari (ha) sia nel 2012 che nel 2017.

Il biologico, settore per settore

I terreni arabili biologici hanno superato i 5,5 milioni di ettari, che rappresentano il 44,5% della superficie agricola biologica totale dell’Ue-28. Pascoli e prati (utilizzati principalmente per il pascolo di bestiame biologico) coprono il 44,4%, mentre le colture permanenti costituiscono la quota più piccola (11%). In undici Stati membri Ue, i seminativi hanno rappresentato più del 50% dell’area biologica, mentre in 13 Stati membri i pascoli e i prati hanno coperto il 50% della superficie biologica. I seminativi erano predominanti in Finlandia, Danimarca e Svezia con quote rispettivamente del 99,2%, 81% e 77,9%. Le cifre del 2017 per il bestiame biologico come quota di tutto il bestiame hanno dimostrato che, per quanto riguarda i bovini, i suini e gli ovini, in alcuni Stati membri sono state allevate quantità straordinarie di animali usando metodi biologici. Per la prima volta, il numero di bovini biologici contava oltre 4 milioni di capi.

I numeri Eurostat sulla forza lavoro

Infine, la forza lavoro, misurata come unità di lavoro annuali (ULA), impiegata in aziende agricole completamente biologiche è aumentata di quasi il 30% tra il 2013 e il 2016. Quindi da circa 189.000 è passata a quasi 239.000. La dimensione media della forza lavoro per azienda agricola era di 0,9 unità di lavoro annuali per le aziende non biologiche e 1,5 per le aziende agricole completamente biologiche. Tenendo comunque presente che la dimensione media della SAU di un’azienda non biologica era di 16 ettari, mentre la media di un’azienda totalmente biologica era di 40 ettari.

FONTE: Cambia la Terra

https://www.cambialaterra.it/2019/02/eurostat-certifica-il-boom-del-biologico/