Milk Brick, ovvero la seconda vita del latte (scaduto)

Milk Brick, ovvero la seconda vita del latte (scaduto)

Una innovativa start up sarda realizza mattoni ecologici con latte scaduto

Ogni anno migliaia di tonnellate di alimenti diventano purtroppo spazzatura. Un problema a cui qualcuno sta cercando di dare risposta, trovando modi sempre più innovativi per riutilizzare alimenti non più commestibili.

È il caso della start up Milk Brick che, nella provincia di Sassari, recupera gli scarti di latte dall’industria casearia e il latte scaduto dalla GDO, per creare un bio-composito isolante termico brevettato; questo viene usato per produrre mattoni prefabbricati per l’edilizia che, oltre ad essere biologici ed ecologici, risolvono i problemi della dispersione termica degli edifici.

Tutto è partito da un’idea di Giangavino Muresu che, lavorando nell’azienda di famiglia specializzata nella coibentazione di edifici, si è posto il problema di trovare un’alternativa al polistirolo, materiale largamente utilizzato per isolare termicamente la muratura e i solai, ma scarsamente traspirante e dunque causa di umidità, condensa, muffe e proliferazione batterica. Dopo un lungo lavoro di ricerca e sviluppo è nato Milk Brick: “Trasformiamo un rifiuto alimentare in una nuova materia prima chiamata ‘fibra di latte’, un composto altamente compatibile con l’essere umano poiché possiede lo stesso ph della pelle umana. Questa è una fibra biologica con importanti caratteristiche di isolamento termico, traspirante, antibatterica, analogica, assorbe l’umidità rilasciandola in termoregolazione. Con la fibra di latte miscelata con la calce idraulica otteniamo un bio composito brevettato nel 2016 con il quale produciamo i nostri mattoni isolanti termici”, spiega lo stesso Muresu.

Si tratta dunque di un’azienda che fa dell’economia circolare la sua ragion d’essere: non solo vengono riutilizzati rifiuti alimentari che altrimenti andrebbero smaltiti, l’impiego di un isolante termico biologico permette di sgretolare i mattoni giunti alla fine del ciclo di vita per poi ottenere sempre dei nuovi laterizi, attuando così un ciclo di vita continuo del prodotto.

“Quando sviluppo nuovi prodotti o processi produttivi mi concentro su quelle che sono le esigenze del settore e del cliente: esco fuori dagli schemi, cerco sempre di vedere le cose per quelle che in realtà non sono, mi piace snellire e semplificare tutto. Nel lavoro come nella vita non sopporto gli arroganti e i presuntuosi, quel genere di persone che ti dicono sempre “Lascia perdere”. Sono molto affezionato ad una citazione di Albert Einstein: «chi dice che è impossibile non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo…»”.